Archivio per Aprile 2008

L’una poesia

Aprile 16, 2008

si va in alto per essere visti
e la cecità è il compromesso
la strada è una e una soltanto
io devo essere morto
aspettando che un tuo sbaglio
mi potesse raggiungere

 

Timeline III

Aprile 1, 2008

Ecco. Ormai sono troppo vecchio per pensare alla poesia, ancora, e

troppo troppo stupido per non impedirmi di farlo. Avrei dovuto

arrendermi quando ero in tempo e seguirne di nascosto le tracce che

affiorano alla luce e perderle. Forse bisognerebbe tornare indietro ai

tempi in cui si è poeti senza bisogno di scrivere poesie. Ma c’è

tuttavia ogni tanto un’immagine che viene, che mi spinge a umiliarmi

come adesso, in questa primizia del niente, con le mutande abbassate

fino alle ginocchia davanti alla finestra e sembra che voglia dire

qualcosa. Ma basta. E poi, ecco, vedete, miei occhi miei, stanchi

dispersivi tralicci, guardate, c’è quest’immagine che mi sembra sia

l’ultima come dopo una notte ultima di pioggia, chiusa dell’inverno, che

non ti lascia mai dormire e che si svuota come una boccetta di calmanti

posata sul comodino e il suo volto rigato di tutti i giorni fantasma

trasparente riflesso nel volto somigliante che una pozza d’acqua

restiuisce alla luce e agita come bandiera al vento che un raggio di

sole regge e prosciuga.