così quando decidiamo di alzare
il culo dal mondo impazziti siamo
di non ascoltarci senza provare terrore
quello stesso terrore delle gente
che vede passare Peter Schlemihls
da solo nel suo sempiterno mezzogiorno
per tutte queste parole opulenti parole
che ci escono di bocca e che offriamo
completi di borsa che nessuno chiede
porgendo il fatidico dilemma e continuiamo
a declamare sfericamente al cielo
i nostri versi di andare inseguiti
sembriamo per mille leghe dall’ombra
che non è la nostra ma lo stesso
non ha scelta invece si crede legata
a noi come labbra adesive labbra
che si susseguono parlando come
forbici che tagliano gli orecchi
Etichette: poesia
gennaio 14, 2011 alle 2:43 pm |
“i nostri versi di andare inseguiti
sembriamo per mille leghe dall’ombra”
gennaio 22, 2011 alle 2:18 pm |
Grazie Leila. Ma chi ti porta a passare per queste pagine preistoriche! Leila?
luglio 26, 2011 alle 9:31 pm |
ogni tanto si passa in luoghi dove non abita più nessuno… e poi ci si ritorna dopo mesi, senza dimenticare gli odori….