4. Leggere uccide

 

Quante volte ad esempio ci è capitato di leggere delle scritte pubblicitarie così attraenti che tatuano i fianchi e i culi degli autobus o dei camion o delle scheletriche modelle infisse sui muri come orecchie sparse per il mondo. E per poco non si rischiava di rompersi o rompere l’osso del collo. Sia se si stava in piedi o in macchina o seduti in poltrona.

 

4.1

 

È come un oppiaceo la trama di un libro. Un pezzetto di formaggio incantatore che sa già dove catapultarci, come i gesti abili di un prestigiatore che disegna nell’aria il percorso del labirinto. La formula segreta. Il viaggio pendente dalla sua bocca. Un amo travestito da verme. All’inizio si è conquistati dalla curiosità, dalla novità, e dalla tenace quanto fallace convinzione che tentare non nuoce. Che si può sempre tornare indietro. Quando è proprio la tentazione che lusinga a mettersi per questa via balorda. Si può sempre tornare indietro ci dicono le voci ipnotiche come un’eco intrusa a sfogliare pagine alle nostre orecchie tagliate come l’onde dagli scafi o le spiagge dalle voci di risacca. Noi si è già scelto. Piuttosto, sono gli altri, le voci, che tornano indietro. Per l’appunto. Si cominciano a leggere brevi racconti di una pagina, due pagine, al massimo tre. Poi si è completamente immersi nel libro e bisogna finirlo, perché il troppo pensare provoca insonnia e insoddisfazione. Ma questi racconti sono troppo robusti per voi, dalle tenere boccucce di latte e braccia di scrittori tennisti o vecchi sgorbi col bastone.

 

4.2

 

L’inganno è credere ai propri occhi e confidare nelle voci che ci esortano alla battaglia. Come Minerva nelle sembianze del fratello di Ettore che lo incoraggiava all’inevitabile e già prescritta conclusione. L’inganno è assumere le sembianze dell’amante come spesso faceva Giove per possedere la ninfa del suo attuale desiderio. Che mi frega se tu pensi a un altro mentre lo facciamo, e nel tuo pensiero credi che sia io quell’altro. Comunque, è questa la vita, luminosa lanterna, scambievole assenza, a cui non chiedi, anche se era meglio, di guardargli in bocca, parole di stima, mordente ventriloquo, il dono del tuo dio, l’inganno è avere stomaco da cavallo.

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