un altro apoftegma

(poema in progress)

dovevo essere proprio
profondamente immerso
in me stesso
per non sentire
quella voce chiamarmi
quella voce chiamarmi
non la sentii
finché non si fece più vicino
più vicino
che saltai come in un sogno
eppure di rumori
quel giorno ne era pieno

in un cantiere
martello del carpentiere
martello che inchioda
in un cantiere
non troppo lontano
martello pneumatico
martello che frange
non tanto lontano
in un cantiere nostrano
prendeva piede
lo zoccolo ferrato
la cavalcante schiuma di mare

ma tra tutti questi rumori
spiccava la voce ipnotica
di una pompa elettrica che
se la stavi a sentire
poteva essere anche divertente
ascoltare i suoi tondi discorsi
i suoi lamenti
ma poteva anche essere un errore
restare in ascolto
una dolce nenia
una eco industriosa
emetteva all’infinito due suoni
ma che in realtà erano tre
sì, come una terzina
– fanculo – fanculo
– fanculo – fanculo

instancabilmente
o forse contava
– ventuno – ventuno
– ventuno – ventuno
non saprei dire

o forse erano i giorni
ma solo fino a venerdì
– lunedì – martedì
– mercoledì – giovedì
e in inglese persino
– monday – tuesday
– wednesday – truesday
– friday

– friday
– freeday

e poi
a un certo punto
a me parve di sentire
il mio nome:

– romeo – romeo
– romeo – romeo

insistentemente
sembrava chiamarmi
ma poi subito dopo
aggiunse qualcos’altro

– omero – omero
– omero – omero

e in inglese ancora
– for ever and ever
– for ever and ever
e in russo addirittura
– otvaly – otvaly
– otvaly – otvaly
maledette terzine
insistenti terzine
della pompa elettrica
in un cantiere

poi anche in aramaico
– eloì – eloì – eloì – eloì
e continuava
– lemàle – màlemà – lemà…
e non si stancava
non si stancava
– sabactàni – sabactàni
– sabactàni – sabactàni

poi finalmente
dalle profondità
della terra
una voce umana
la sentii comandare
d’impeto da resurrezione
o insurrezione che forse
è la stessa storia
in un urlo da risveglio
dal regno dei morti:
“spegni la pompa!”

ma nessuno oltre me
sembrava averla sentita
che la pompa continuava
sabactàni sabactàni
poi si fermò
poi sembrò riprendere
fiato per un ultima parola
come una bestia
sgozzata all’improvviso
gli ultimi sussulti
silenzio
o meglio
tutt’intorno
riprese possesso
il consueto industriare
del mondo

– omero hai finito? – disse l’uomo
– finito – dissi io?
– sì finito – disse’l’uomo.
questa è la fine, sì! e
forse no
non è la fine

 

Annunci

4 thoughts on “un altro apoftegma

  1. poetella ha detto:

    la mattinata è cominciata decisamente bene.
    Meglio non si poteva.
    (beh, quasi, ma che c’entra…)

    (in giardino, annaffiano.
    cssscscscscscscsc…cscscscscscscsc…)
    arriva sommesso, qui
    al settimo (cielo) piano
    … ‘ngiorno!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...