Yesterday, 1965

È curioso come la parola inglese god, che significa dio, letta al contrario diventi dog che significa cane. Non ci si crede. Ed è curioso come in italiano la parola inglese “truth” che significa verità, suoni invece, in quest’altra lingua, come una truffa. Non vi pare? Che ne dite, ci hanno ingannato? E se ci hanno ingannato, chi è stato?
Yesterday (ta-ta-taà), all my troubles seemed so far away, e “oggi eccole di nuovo,” gli sentii echeggiare a Paul con la voce più triste e disgustata che riuscì a trovare quella mattina dello scorso 8 agosto verso mezzogiorno, allontanandosi in fretta con la sua bici dall’incrocio con la Abbey road scendendo per la Grove end, fin giù, svoltando poi a sinistra sulla St. John Wood road, che è anche il punto di partenza, la casa dove vive, da dove ogni giorno risale fino alla Wellingtown road, girando subito a sinistra, e percorrendola fino all’incrocio dove c’è il beatles coffee shop, e da lì gira ancora a sinistra per la Grove end, che percorre fino alla St. John Wood rd e così via fino a riprendere la Wellingtown rd per circa cinquant’anni. Non ci si crede. Sempre lo stesso giro da cinquant’anni, come se volesse tornare indietro a un punto preciso. Di certo qui non mancano le strade per dove correre, più in là ad esempio c’è il Regent’s park.
Ed è incredibile anche quando capita, ad esempio, di sentirsi osservati. Allora subito alziamo lo sguardo e indistintamente lo rivolgiamo con rigorosa precisione e sicuri di non sbagliare in direzione del nostro osservatore. E scopriamo che avevamo ragione. Che la sensazione era quella giusta. Che qualcuno, sebbene senza motivo, ci stava guardando. Che la sensazione insomma non era infondata. Non ci si crede. Come spiegarlo?
«Oh my God! – sentì dire alle sue spalle. – Paul, sei tu?». Istintivamente si voltò in direzione della voce e anche se in un primo momento non riusciva a creder ai suoi occhi non poteva essere che lei.
«Paul sei tu, – continuò la donna, – sono Linda non mi riconosci?». Allora Paul si fermò con la sua bici aspettando che quella voce di donna si facesse più vicino, una grassottella con indosso un tailleur dalla gonna sui ginocchi grossi come teschi e polpacci tozzi come clave, era accompagnata da un uomo in giacca e cravatta decisamente elegante, capelli grigi e con una faccia rugosa come un gomitolo di lana dietro scuri occhiali da sole. Era Linda, come lei stessa aveva ammesso. «Non sei invecchiato per niente», disse con curiosità e invidia dopo averlo riempito di sguardi in cerca di dettagli come si fa per un dipinto. «Sembri ancora un ragazzino. Ma come fai, qual è il tuo segreto, l’elisir di lunga vita? Dio! quanti anni sono passati!». Di anni ne erano passati all’incirca cinquanta. Nell’estate del 1965 si erano lasciati come buoni amici ed ora eccoli di nuovo, uno di fronte all’altra. Non ci si crede. «Oh, scusate, voi non vi conoscete. Paul questo è Thomas, mio marito». E allungando una mano come per firmare un assegno l’uomo che l’accompagnava disse: «Molto piacere Paul, puoi chiamarmi Tom, gli amici di Linda sono pure amici miei». «Grazie Tom».
Linda ci tenne a dire che il suo uomo era un politico importante, sir William Thomas Nash, e se avesse avuto bisogno, di qualsiasi cosa, sarebbe stata felice di poterlo aiutare. Non ci si crede.
«Cosa fai adesso? Scrivi ancora? Ah, ricordo quelle stupende poesie che mi scrivevi». Poi si rivolse a Tom: «Paul è un vero poeta, sai. Dovresti sentire. – e rivolgendosi a Paul – Qualche volta devi venire a cena da noi». Paul aveva piegato la testa, un’invincibile stanchezza adesso gli faceva piegare la testa a terra, dopo cinquant’anni. «Gestisco un canile non lontano da qui» si affrettò a rispondere senza pensarci. Ma poi quasi scusandosi perché si ricordò di una regola appresa durante un corso che aveva frequentato sulla salvaguardia dei beni culturali:“Se ascolto dimentico; se vedo, ricordo; se faccio, capisco.” Si precipitò a dire: «Ho cercato di fare anche altro, ma…».
La situazione si stava facendo molto imbarazzante. Occorreva una variazione, uno spostamento, un allontanarsi il più possibile. Accettò l’assegno e un invito a cena.

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