Ordinaria deambulazione con salto in basso finale

Acquistare un libro di poesie è commovente
come andare al cinema o in ospedale. Può esser

solo questione di un’ora o di una notte persa
senza il fastidio di soffrire per averla persa.

Ma quel che più commuove è scrivere un’opera
che nessuno leggerà mai nemmeno sotto tortura.

Strane orme riempiono i marciapiedi del corso
dell’evoluzione, diciamo forse angeli o gorilla:

i pugni avanti, premono, come zoccoli di mulo,
e dietro, i piedi disegnano la proiezione ortogonale

di un balzo: come se saltassero dentro a una corda
invisibile: come se in due tempi battessero

sulle pelli stirate dei tamburi… sopra i ponti
che tirano su passaggi pedonali a occidente. Poi

li vedi riposare, sonnolenti, vicino a un corso
d’acqua, come fanno i venti genetici sotto ai ponti

dove non dormirò, o nel riflesso che dall’alto
vi si immerge esausto, con gl’occhi d’acqua nel libro

che scorre, mentre tutt’e due le sue ragioni
gli si staccano di dosso come piume, oppure stampelle.

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6 thoughts on “Ordinaria deambulazione con salto in basso finale

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