Confessione fattami da un amico di cui non posso rivelare il nome

L’altra mattina, come tutte le mattine, andai per prendere l’auto ma non ricordavo dove l’avessi parcheggiata la sera prima. Provai sulla seconda strada dove la lascio di solito, ma non c’era. Allora feci a piedi il giro dell’isolato come devo aver fatto in macchina anche la sera prima, ma non c’era neanche lì ombra della mia auto. Cominciai a pensare a un furto durante la notte. Ipotesi non del tutto improbabile. Ma mentre ritornavo sulla seconda strada, proprio all’angolo scorsi la sagoma di quella che poteva essere la mia macchina. Il colore lo stesso. Ma non ne ero ancora sicuro. Mi dicono che l’auto, in genere, tende ad imitare chi la guida, e ad assomigliargli anche fisicamente. Una volta più vicino premetti sul pulsante d’apertura delle porte. Mi rispose col solito verso baciato e le quattro luci lampeggianti. Potei tirare un sospiro di sollievo. Non me l’avevano rubata. Aprii la portiera e montai in macchina. Misi in moto, ingranai la marcia e via. Un’altra giornata poteva incominciare e finire come tutte le altre. Ma il destino aveva in serbo per me una bella sorpresa. Una sorpresa atta a sconvolgere la felice monotonia della mia vita. Improvvisamente, mentre attraversavo di corsa l’incrocio col semaforo giallo lampeggiante, avvertii una presenza alle mie spalle e nello stesso momento dal retrovisore interno scorsi sollevarsi dal sedile posteriore un’ombra gigantesca che mi fece sobbalzare il cuore in gola e anche la macchina sobbalzò, mi piacerebbe dire per empatia al suo guidatore, ma forse avevo preso una buca o investito qualcuno che attraversava la strada nello stesso momento in cui un uomo tirava fuori la testa da un coperta che l’aveva tenuto al caldo per tutta una notte sul sedile posteriore di quella che alla fine s’è scoperto che non era neanche la mia macchina e allora… stamane dovrò andare a costituirmi.

 

 

 

 

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5 thoughts on “Confessione fattami da un amico di cui non posso rivelare il nome

      1. stileminimo says:

        Potrebbe darsi che il proprietario abbia inavvertitamente azionato l’apertura dall’interno, proprio mentre il suo amico stava passando di lì, rigirandosi nella sua coperta… potrebbe… 😛

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