L’infinito inizio

Le cose (ac)cadono nei sogni a caso

senza consolazione, perché

non si torna indietro dal verde

beneficio dei sotterrati. Un uomo

soffre d’essere stato, non lo accetta,

però le cose non crescono

come il sangue o il vino che da voce

all’indicibile nel luogo meno adatto,

nel momento meno opportuno.

Poi un nuovo giorno inizia, diciamo

pure un giorno qualunque del 2015

(d.C.) dimentico di tutto e lento fumo

dei giorni da bruciare, libero

nel suo sogno notturno a correre

per una strada poco illuminata

che tenta di attraversare, con una

lampada in mano (e non si spiega il perché),

quasi uno di quei segnalatori sulle portaerei,

un marshaller sul punto di cadere

dall’altra parte/da questa, convinto

di svegliarsi e/o di continuare il sogno.

*

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