Till the end of Eden

No. Non ho più diciassette anni, e forse non li ho mai avuti, in un contrasto di speranze, la mia vita volgeva all’indietro obbedendo alle leggi della gravità e urtando cadendo di ramo in ramo nei sogni degli altri, come pure dei desideri, ma si può dire anche dei gomiti e ginocchi, che ti portano via, piano piano, gli uni ai confini della città e gli altri, più in fretta, più oltre, fino a lasciarti finalmente da solo sull’orlo della vita, per non essere come loro, bisbigliavano, nell’indifferenza più divina, può darsi, per non provare il loro stesso timore. Eppure non è male, almeno oggi che è stata una bella giornata di sole di metà aprile in campagna. Una cicogna ha nidificato su di un traliccio delle rete elettrica, e mi pare strano, eppure è natura, provo a scattare qualche foto, ma non riesco ad avvicinare l’inquadratura, la vedi che se ne sta lassù, quieta, su questa specie di pilastro del rigore, chissà cosa accudisce, mentre i piccoli provano i primi voli lasciandosi cadere dal caldo pagliericcio e no! aprile non è il mese più crudele, anche se voglio lo stesso che finisca presto, morire poi non è così sbagliato, e poi non ci sono più così tanti alberi in giro. Provare almeno l’immortalità di questa poesia.

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