The face at the end of the flare

The face at the end of the flare*
Years later I encounter she on the road walking
like the first time, or perhaps it was in another life.
She in the car and I walk and a life less.

All night I stopped time.
The pierced heart suddenly and not know explain
the reason. Now I know. My head is empty.

A hanged man or a neck under the guillotine of the sun –
depending on which side of the world you live – whether in France
or the Balkans – but always on a leash of death.

I do not remember how things went but no matter –
It is just an excuse to write again – my face
so similar to that of a stranger.
* a verse of Sylvia Plath
***

Faccia sull’estinguersi del bagliore

Anni dopo la incontro per strada passeggiando
come la prima volta o forse fu in un’altra vita.
Lei in macchina io a piedi e una vita in meno.

Per tutta la notte ho fermato il tempo.
Il cuore trafitto improvviso e non saperne spiegare
la ragione. Ora lo so. La mia testa è vuota.

Un impiccato o un collo sotto la ghigliottina del sole –
a seconda da che parte di mondo si vive – se in Francia
o nei Balcani – ma sempre al guinzaglio della morte.

Non ricordo più come andarono le cose ma non importa –
è solo una scusa per scrivere ancora – la mia faccia
così simile a quella di uno sconosciuto.

30 aprile 2015

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