Berenice

MISERY is manifold. The wretchedness of earth is multiform.
E.A.Poe

Sempre s’inizia segnando il tempo
che tutto contiene appena abbozzando.

Ma:
II°

Ammettiamo che il contrario del tutto
sia (è) niente e se sia possibile sapere
quali sorti si contendono un nostro atto
[come randagi un osso] o una fiamma
il lustro di una cera {nella foresta
in fiamme nella tempesta la forza
di tutte le vele} e considera medesima cosa
perdita e dominio e come il mare attrae
a sé (per colpire più forte).
[serie di immagini: incudine <> martello
inspirare … espirare
frusta “” schiena
verbo … virgola
falce – testa]
III°
Ed è strano come mille pensieri
m’insorgano osservando il mare,
questo specchio in cui mi riflettevo
come nella sua bocca senza essere
avvolto dal potere delle sue parole
ondulate, sinuose, non pronunciate,

ancora una volta, un vocìo sussulta,
irrompe dalla cresta dei miei denti
/rotti/, sbattendo contro il pugno stesso
d-egli scogli, disarmato una volta
ancora dall’angustia e/o la pazienza,
bisogna andare avanti. Andiamo!

IV°
Sempre più in fretta,
rotolano le onde del mare,
groviglio di corpi, nodi,
gorgo in gola, giostra
discendente, troppo breve,
vertigine cruda, palpebre
cadenti, castigo eterno,
si riparte, si resta
legati alla tempesta;

FINE
{Quando non ci vedevamo io ti amavo
come un sogno nella notte tra gli spettri del mare
poi il corpo si è stancato e ha cominciato
a nuotare verso di te, a perdersi nella luce}

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