Earth on poets

If I write it’s not for pleasure.
I wasn’t born but stumbled
in life like an atomic tear,
irreflective, to heavy blow
suffered, so in those days
of dust I was dropped
with the joy to write of view
something away, every point
grammatical I drank, every
comma was a flowery field,
I wrote in the dust storms,
I mislay the sense in the dust,
the circle orientation and
the deep, stranger to the flow
of life, I should’ve turn me
elsewhere, to the country gold,
to other pods, contain the fever
in a handkerchief, losing flash
that freezes the sun, whatever
land climbs on tall trees
to understand better the moment,
ah! I could still write more!

 

*

 
La terra addosso ai poeti

 

Se scrivo non è certo per piacere.
Io non sono nato ma inciampato
nella vita come una lacrima atomica,
irriflessa, al duro colpo subito,
così in quei giorni di polvere
sono rimasto caduto con la gioia
di scrivere di veduta cosa lontano,
ogni punto grammaticale m’abbeverava,
ogni virgola era un campo fiorito,
nella polvere scrivevo tempeste,
smarrivo il senso nella polvere,
l’orientamento del cerchio e
del profondo, estraneo allo scorrere
della vita avrei dovuto volgermi
altrove, al paese d’oro, ad altri
baccelli, contenere la febbre
in un fazzoletto, perdere il lampo
che gela il sole, qualunque terra
s’arrampica su alberi alti
per capire meglio l’attimo, ah!
potessi ancora scrivere ancora!

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